The Alien Who Loved Pizza

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Zorp Glorbax non era come gli altri alieni. Mentre i suoi fratelli sognavano di conquistare pianeti e vaporizzare i fastidiosi Terrestri, Zorp aveva un'ambizione diversa: la pizza. Ogni giorno, pilotava la sua minuscola astronave più vicino alla Terra, le sue antenne fremendo per l'attesa. "Quasi arrivati, Glargon!" cinguettò Zorp al suo migliore amico, una piccola creatura viola a sei zampe che gli faceva da copilota. Glargon, essendo una creatura di poche parole, si limitò a gorgogliare in risposta, stringendo un libro ben usato intitolato "Etichetta Intergalattica per Conquistatori".

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Una notte fatale, l'astronave di Zorp tossì e sputacchiò, perdendo rapidamente quota. "Uh oh!" esclamò Zorp, armeggiando con i comandi. "Sembra che siamo rimasti senza carburante spaziale, Glargon! Stiamo precipitando!" Glargon, spaventato dall'improvvisa turbolenza, strillò e lasciò cadere il suo libro di galateo. L'astronave precipitò verso una piccola e modesta città, mancando di poco l'aiuola di petunie premiate della signora Higgins. Con un tonfo finale, si schiantò proprio di fronte a "Pizza Paradise", il luogo dall'odore più glorioso che Zorp avesse mai incontrato. "Pizza," sospirò Zorp sognante. "Finalmente siamo qui!"

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Emergendo dal relitto, Zorp e Glargon furono accolti dall'aroma di formaggio fuso e salsa di pomodoro bollente. "È questo, Glargon!" dichiarò Zorp, con gli occhi che gli brillavano. "Il nostro destino!" Ma entrare nella pizzeria si rivelò più difficile del previsto. La porta era pesante, e nessuno dei due aveva denaro terrestre. "Mmh," ponderò Zorp, accarezzandosi il mento. "Forse possiamo offrire loro qualcosa di valore in cambio?" Glargon, sempre il diplomatico, sfogliò freneticamente il suo libro di etichetta, fermandosi su un capitolo intitolato "Baratto con Culture Primitive".

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Proprio in quel momento, un volto amichevole spuntò da dietro il bancone. Era Tony, il pizzaiolo, un uomo robusto con grandi baffi e un sorriso ancora più grande. "Beh, ciao a tutti, piccoletti!" tuonò Tony. "Sembra che abbiate avuto un atterraggio un po' brusco. Avete fame?" Zorp, sorpreso dalla gentilezza di Tony, balbettò: "Noi... non abbiamo soldi terrestri, ma..." Glargon intervenne, sollevando una roccetta spaziale lucida, color arcobaleno. "Accetteresti questo minerale raro in cambio di... pizza?"

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Tony ridacchiò. "Una roccia spaziale, eh? Beh, non mi è mai stato offerto prima! Ti dirò una cosa, ti scambio una pizza intera per quella roccia, ma devi promettermi di raccontarmi tutto sullo spazio!" Gli occhi di Zorp e Glargon si spalancarono. Una pizza intera! Era un sogno diventato realtà. "Affare fatto!" gridò Zorp, consegnando la roccia spaziale con un gesto teatrale. Mentre Tony preparava la pizza, Zorp lo interrogò sulle usanze terrestri. "Quindi, questo 'pepperoni'... è un tipo di fungo spaziale?" Tony rise. "No! È una salsiccia piccante!"

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La pizza arrivò, un glorioso capolavoro di formaggio, salsa e pepperoni. Zorp e Glargon la divorarono in pochi secondi, con la salsa spalmata sui loro volti. Ma mentre assaporavano l'ultimo boccone, un forte allarme suonò. Luci rosse lampeggiarono. "ALLARME INTRUSO! ALLARME INTRUSO!" annunciò una voce robotica. "Sembra che il vostro piccolo atterraggio di fortuna abbia attivato il sistema di difesa aliena della città!" spiegò Tony, con aria preoccupata. "Dovete andarvene da qui prima che arrivi la Polizia Galattica!"

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"Ma come faremo a scappare? La nostra astronave è distrutta!" gridò Zorp, la sua gioia indotta dalla pizza sostituita dal panico. Glargon, sempre pieno di risorse, indicò lo scooter delle consegne di Tony parcheggiato fuori. "Forse potremmo... prenderlo in prestito?" Tony sorrise. "È abbastanza folle da funzionare! Distrarrò il sistema di difesa mentre voi due ve la date a gambe. Ma promettetemi, tornerete per un'altra fetta un giorno!" Zorp annuì vigorosamente. "Lo promettiamo! Grazie, Tony!"

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Zorp e Glargon saltarono sullo scooter, Zorp armeggiando con i comandi. Mentre sfrecciavano lungo la strada, le auto della Polizia Galattica apparvero nel cielo, con le sirene ululanti. "Questo coso non ha un motore a curvatura!" urlò Zorp, sterzando per evitare una cassetta della posta vagante. Improvvisamente, Zorp ebbe un'idea. "Glargon, usa il tuo libro 'Etichetta Intergalattica'! Distraili con le buone maniere spaziali!" Glargon deglutì e tenne il libro in alto, recitando ad alta voce: "Saluti, Ufficiali Galattici! Richiediamo umilmente un passaggio sicuro!" E in quel momento, Zorp urlò la memorabile frase: "A volte, la migliore difesa è un buon coma da pizza e maniere impeccabili!"

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Con sorpresa di tutti, funzionò! La Polizia Galattica, momentaneamente sconcertata dal cortese saluto di Glargon, interruppe l'inseguimento. Questo diede a Zorp abbastanza tempo per raggiungere un campo isolato. Accelerò il motore dello scooter, puntandolo verso il cielo. Con un balzo potente, lo scooter si lanciò in aria, il suo minuscolo motore che borbottava. Usando l'ultima delle sue energie, li spinse di nuovo verso la loro astronave, che, grazie ai lavoretti di Tony, era ora sorprendentemente funzionale.

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Tornati sulla loro astronave, Zorp e Glargon salutarono la Terra. "Torneremo per altra pizza, Tony!" gridò Zorp, con il cuore pieno di gratitudine e mozzarella fusa. Glargon sorrise, stringendo il suo libro di galateo e una fetta avanzata di pizza ai peperoni. Zorp si rese conto che conquistare pianeti non era neanche lontanamente soddisfacente quanto condividere un pasto delizioso con un amico. Quel giorno imparò che le risate, l'amicizia e una buona pizza potevano risolvere quasi ogni problema. Da quel momento in poi, Zorp fu conosciuto in tutta la galassia come "L'alieno che amava la pizza".