The Bridge Between Worlds

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Leo e Maya, due amici inseparabili, si trovavano ai margini del Bosco dei Sussurri. Leo, sempre cauto, stringeva più forte la sua mappa logora. Maya, traboccante di entusiasmo, gli tirò la manica. "Dai, lumaca!" esclamò, i suoi occhi che danzavano per l'attesa. "La leggenda dice che il ponte appare solo ai coraggiosi e ai gentili!" La loro missione: trovare il Ponte Tra i Mondi, un portale scintillante verso un regno di meraviglie indicibili. Un regno che si trovava solo sulle loro vecchie mappe di famiglia strappate. "Sei sicura di questo, Maya?" chiese Leo nervosamente, aggiustandosi gli occhiali. "E se le leggende fossero sbagliate?"

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Si avventurarono più in profondità, l'aria si fece densa del profumo di pino e terra umida. Improvvisamente, uno spiritello dispettoso sfrecciò via, strappando la mappa a Leo! "Ehi!" gridò Leo, inorridito. "Torna qui!" Lo spiritello, una minuscola creatura con ali iridescenti, ridacchiò e si lanciò in un cespuglio. "Dobbiamo riprenderla!" dichiarò Maya, con il suo spirito avventuroso acceso. "Senza la mappa, non troveremo mai il ponte." Ma mentre seguivano lo spiritello, si imbatterono in qualcosa di ancora più straordinario: una pozza nascosta, cristallina, immersa in un bagliore etereo. "Woah..." sussurrò Maya.

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Mentre fissavano la pozza, una voce echeggiò: "Coraggiosi cercatori, la vostra missione inizia qui". Una figura scintillante emerse dall'acqua: Elara, la Guardiana del Ponte. "Lo sprite ha rubato la vostra mappa per un motivo", spiegò, la sua voce come campanelli tintinnanti. "Il ponte appare solo a coloro che si dimostrano degni. Dovete affrontare tre prove: coraggio, gentilezza e bellezza interiore". Elara sorrise, i suoi occhi scintillanti. "Perciò", concluse Elara, "dovete recuperare la pietra solare rubata dalla Strega dell'Ombra, aiutare il draghetto smarrito e accettare la verità su voi stessi".

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"La Strega dell'Ombra?!" squittì Leo, impallidendo. "È incredibilmente potente!" Maya, tuttavia, sembrava imperturbabile. "Allora dovremo essere astuti," dichiarò, con un bagliore determinato negli occhi. Si avventurarono verso la tana della Strega dell'Ombra, una foresta oscura e proibita. Improvvisamente, udirono un lamento. Nascosto sotto un albero nodoso, trovarono un piccolo grifone ferito. "Non possiamo semplicemente lasciarlo," disse Maya dolcemente, accarezzando delicatamente l'ala del grifone. Una voce roca interruppe: "Hmph. Avete bisogno di aiuto con quella bestia?"

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Un nano si fece avanti, con la barba lunga e intrecciata. "Mi chiamo Borin," brontolò. "So una cosa o due sulle bestie. Questa ha una distorsione all'ala. Ha bisogno di essere curata. Ma quella Strega dell'Ombra ha preso tutte le mie erbe speciali!" Maya sussultò. "Pietra del Sole E erbe?" Borin annuì. "La Pietra del Sole la mantiene forte, le erbe guariscono i deboli. Equilibrio, è così." Leo ricordò qualcosa dai suoi studi. "Le ali dei grifoni crescono più velocemente con la luce della luna!" esclamò. Questo diede loro un'idea: e se combinassero la luce della luna, la conoscenza di Borin e una nuova piuma per creare una stecca?

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Elaborarono un piano. Borin avrebbe distratto la Strega dell'Ombra mentre Maya e Leo si sarebbero intrufolati per recuperare la pietra solare. Con l'ala del grifone fasciata, partirono. Ma mentre si avvicinavano al covo della Strega, un'ondata di oscurità eruttò, facendo cadere Borin. "Correte!" gridò. Ma Maya, sempre determinata, caricò in avanti, con Leo che la seguiva a malincuore. All'interno, la Strega dell'Ombra sghignazzò, i suoi occhi che brillavano minacciosamente. "Allora, piccoli eroi venite a sfidarmi?" La strega lanciò un raggio oscuro verso Maya e Leo, mancandoli di poco.

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Leo, ricordando le parole di sua madre, sussurrò a Maya: "La gentilezza è un'arma più forte di qualsiasi spada". Fece un respiro profondo e si fece avanti. "Non vogliamo combattere, Strega dell'Ombra", disse Leo, la voce che gli tremava leggermente. "Abbiamo solo bisogno della pietra solare e delle erbe per aiutare gli animali feriti". La Strega si fermò, sorpresa. "Gentilezza?" schernì. "Una sciocca debolezza!" Ma nei suoi occhi, Leo vide un barlume di qualcosa... tristezza?

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«Non sei cattiva, vero?» chiese Maya dolcemente. La Strega esitò, poi una lacrima le rigò la guancia. «Ero... sola,» confessò. «La pietra solare ha amplificato la mia tristezza, trasformandola in oscurità.» Maya si fece avanti e prese la mano della Strega. «Non devi più essere sola.» Leo si avvicinò, porgendo le erbe. «Possiamo aiutarti.» Gli occhi della Strega si spalancarono. La pietra solare si frantumò. «Allora... allora accetto la vostra gentilezza» gracchiò, cadendo in ginocchio. «La bellezza interiore inizia quando scegliamo di vederla negli altri,» disse la Strega.

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Senza la pietra solare, il covo della Strega cominciò a trasformarsi. I fiori sbocciarono, gli uccelli cantarono e l'oscurità si ritirò. La Strega, ora una dolce donna di nome Elara (nessuna parentela con la Guardiana, ma altrettanto gentile!), sorrise. Usando le sue conoscenze curative e le erbe, aiutò gli animali feriti. Borin, ripresosi, li aiutò a consegnare le medicine al villaggio. Quanto al grifone, si riprese completamente, pronto a tornare da sua madre. Era finalmente tempo di tornare alla pozza.

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Tornata alla piscina di cristallo, la Guardiana Elara sorrise. "Vi siete dimostrati degni. Il Ponte Tra i Mondi vi attende." Si aprì un portale scintillante, rivelando un mondo di meraviglie. Leo, non più spaventato, si fece avanti, mano nella mano con Maya. Non stavano più cercando solo avventura; stavano cercando connessione, gentilezza e comprensione. Leo sorrise, finalmente. Era ancora cauto, ma abbastanza coraggioso da sorridere. "Immagino che le leggende possano essere vere," disse Leo, mentre entravano nella luce. "Quindi, questo fa di noi delle leggende anche adesso, giusto?"