Il Quartiere
L'immenso Osservatorio delle Emozioni ronzava di energia incalcolabile, un faro contro le cime frastagliate. All'interno, la luce delle stelle filtrava attraverso lenti di cristallo, proiettando motivi arcobaleno su console ronzanti. Una giovane donna dagli occhi vivaci regolò una manopola, osservando le mappe delle emozioni luccicare sul display panoramico. "Un altro cambiamento nel Settore Gamma," mormorò a se stessa.
«Elara, i rapporti del settore stanno arrivando a fiumi. Un'ondata massiccia di gioia, che emana da... il distretto della Città Vecchia?» una voce gracchiò dal sistema di comunicazione. Elara si accigliò, regolando la messa a fuoco. «Impossibile, Comandante Icarus. La Città Vecchia è una zona morta da decenni; solo ombre e sussurri lì.»
"Negativo, Elara. Gli strumenti non mentono," rispose Icarus, con voce ferma. "Ti assegno alle indagini. Trova la fonte di questa anomalia e riferisci immediatamente." Elara sospirò, lanciando un'occhiata al fratello minore, Orion, che armeggiava con una console più piccola lì vicino. "Sembra che la mia serata sia appena diventata... interessante," mormorò, afferrando il cappotto.
Orion alzò lo sguardo, un sorriso malizioso gli si allargò sul viso. "Città Vecchia? Seriamente? Ci vive ancora gente? È praticamente un settore fantasma." Elara si strinse nelle spalle, sistemandosi il colletto del cappotto. "Qualcuno si sente davvero felice, a quanto pare. E come disse il mio filosofo preferito, Platone, 'L'inizio è la parte più importante del lavoro'. Vado a scoprire perché."
L'hovercar stridette atterrando nella piazza deserta della Città Vecchia, il veicolo che ondeggiava per l'improvvisa fermata. Scheletri metallici arrugginiti di edifici artigliavano il cielo, proiettando lunghe ombre nella luce fioca. Un gatto solitario sfrecciò attraverso la strada, i suoi occhi che brillavano nell'oscurità. Elara scese, il fucile a impulsi a tracolla sulla schiena, e l'aria era pesante con l'odore di decomposizione.
All'improvviso, una melodia vibrante riempì l'aria, un motivo gioioso suonato su un vecchio pianoforte malconcio. Elara, sorpresa, estrasse il suo fucile a impulsi. "Chi c'è? Mostrati!" Un giovane ragazzo, non più vecchio di dodici anni, fece capolino da dietro un edificio in rovina, con un ampio sorriso sul volto. "Oh, scusa! Non volevo spaventarti. Sono Leo," disse con un cenno della mano.
"Leo? Che ci fai qui?" domandò Elara, abbassando leggermente l'arma. "E cos'è questa musica?" Leo sorrise, indicando un gruppo di bambini radunati attorno al pianoforte, che ridevano e ballavano. "Stiamo rendendo di nuovo felice la Città Vecchia!" esclamò. "La musica rende felici le persone."
Elara scansionò i volti dei bambini, un barlume di riconoscimento nei suoi occhi. Improvvisamente ricordò qualcosa che suo fratello aveva detto, anni prima. "Le emozioni non sono solo sentimenti, Elara; sono energia. Imbrigliale, e potrai alimentare qualsiasi cosa." Con la consapevolezza che lui l'aveva detto, lei ansimò.
"I bambini... la loro gioia... non è solo felicità, è potere!" esclamò Elara, i suoi occhi brillavano di comprensione. Ricordò il recente commento di suo fratello Orion: "La matrice energetica dell'Osservatorio... risuona con le firme emotive. Se la Gioia della Città Vecchia può essere imbrigliata...". La possibilità la colpì.
Elara attivò il suo comunicatore. "Icarus, Orion aveva ragione. Il Settore Gamma non è solo gioia, è un'impennata di energia. La loro Gioia è energia utilizzabile; può alimentare l'intero Osservatorio! È ora di fare di Old Town il cuore pulsante di un nuovo quartiere emotivo." Sorrise, pianificando già l'aggiornamento della matrice energetica. Il vecchio quartiere stava per rinascere.