The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria)

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — cover The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 1

Il primo novembre milleottocentoquattordici, monarchi, diplomatici e dignitari inondarono Vienna, in Austria, per rimodellare l'Europa dopo la sconfitta di Napoleone. A guidare l'impresa fu il principe Klemens von Metternich, l'astuto ministro degli esteri dell'Impero austriaco. Lo zar Alessandro Primo di Russia, l'ambizioso conquistatore di Napoleone, arrivò con la sua grandiosa visione per il continente. Il duca di Wellington di Gran Bretagna, il celebre eroe di guerra, osservava la scena con occhio calcolatore. Ma dove germogliarono per la prima volta i semi di questo Congresso?

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 2

"Dobbiamo assicurarci che la Francia non minacci mai più l'equilibrio di potere", dichiarò Metternich, rivolgendosi ai suoi consiglieri nel suo studio privato. La stanza, piena di mappe e documenti diplomatici, sottolineava il compito da svolgere. "L'ambizione di Napoleone ha gettato l'Europa nel caos. Ora, dobbiamo raccogliere i pezzi."

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 3

Lo zar Alessandro ribatté, in un incontro privato con Wellington: "I miei eserciti hanno sconfitto Napoleone! Merito di dire la mia sul futuro dell'Europa!". Camminava avanti e indietro per la sontuosa stanza, la sua frustrazione evidente. Wellington ascoltava attentamente, osservando la crescente agitazione dello zar.

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 4

Il destino della Polonia divenne un punto cruciale. "Il futuro della Polonia deve essere assicurato!" insistette il principe Adam Czartoryski, consigliere polacco di Alessandro. "Una Polonia divisa è una ferita sulla coscienza dell'Europa."

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 5

"La Francia, sebbene sconfitta, non è zittita", dichiarò Charles Maurice de Talleyrand-Périgord, muovendosi attraverso la sala da ballo affollata. Sussurrò a una contessa austriaca, le sue parole intessute di strategia diplomatica: "Dobbiamo sfruttare le divisioni tra i vincitori per riconquistare la nostra influenza". La contessa annuì, incuriosita.

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 6

La notizia della fuga di Napoleone dall'Elba infranse la fragile pace del Congresso. "Questo cambia tutto!" esclamò Wellington, afferrando la sua borsa dei dispacci. "Dobbiamo radunare eserciti e affrontarlo di nuovo!"

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 7

Il diciotto giugno milleottocentocredici, il destino d'Europa era in bilico a Waterloo. Mentre il Maresciallo Ney guidava una carica dopo l'altra, Wellington osservava il campo di battaglia, imperterrito. Mormorò, riecheggiando le parole di Giulio Cesare: "Venni, vidi, vinsi". Napoleone pensava lo stesso, ma oggi, finisce qui.

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 8

Dopo la sconfitta definitiva di Napoleone, il Congresso si riunì con rinnovato intento. "La Francia deve accettare i termini," affermò Metternich con fermezza, rivolgendosi a Talleyrand. "Questa volta, non ci saranno più compromessi."

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 9

Il Congresso ridisegnò la mappa d'Europa, tentando di creare un equilibrio di potere. Alessandro osservò la mappa finalizzata, un barlume di soddisfazione nei suoi occhi, nonostante i compromessi. L'Europa era cambiata, ma a quale costo?

The Congress of Vienna — Austria (1814, Austria) — page 10

Sebbene il Congresso mirasse a una pace duratura, furono seminati i semi di futuri conflitti. In tutta Europa, i sentimenti nazionalisti ribollivano, pronti a esplodere. Il Congresso di Vienna aveva riorganizzato il continente, ma non poté contenere la crescente ondata di identità nazionale.