The Fall of the Western Roman Empire (500 AD, Rome)

Un tremore scosse il sottomarino da ricerca "Triton". Camila si aggrappò alla ringhiera. "Cos'è stato?!" esclamò. Il dottor Elio, con il volto pallido, indicò lo schermo del sonar. "Qualcosa di enorme... e sta venendo dritto verso di noi!"

Sei mesi prima, nella città costiera di Alessandria, Camila fece visita a suo nonno, Devi. Stava studiando antiche mappe romane. Devi, un'anziana donna sulla sessantina inoltrata, robusta e forte, con una ricca pelle marrone scuro e spessi capelli ricci marrone scuro acconciati a twist-out, era sempre assorta in qualcosa di storico. "Nonno, cosa stai guardando?" chiese Camila, sbirciando la pergamena sbiadita.

"Queste sono mappe dell'antico Impero Romano, Camila," spiegò Devi, con la voce roca. "Nello specifico, le loro rotte commerciali lungo il Mediterraneo. Alcune leggende parlano di navi romane che scomparvero, presumibilmente inghiottite dal mare." Camila inarcò un sopracciglio. "Inghiottite dal mare? Intendi, tipo, naufragi?"

Devi annuì, con gli occhi scintillanti. "Ma alcuni credono che quelle navi abbiano trovato qualcos'altro... qualcosa di incredibile. Le navi romane non erano fatte per viaggiare nell'Oceano Atlantico aperto senza affondare. Questa mappa mostra rotte che li avrebbero portati ben oltre i confini dell'Impero." Tracciò una rotta con il dito, dirigendosi verso ovest. "Un indizio, forse?"

Settimane dopo, Camila si unì al team di ricerca del Dottor Elio, alla ricerca di quelle navi romane perdute. "Stiamo usando un sonar avanzato per scandagliare il fondale oceanico", spiegò il Dottor Elio. "La ricerca di Devi indica un'area specifica nella Dorsale Medio-Atlantica". Camila osservò attentamente le letture del sonar, un misto di eccitazione e nervosismo che le ribolliva dentro.

Poi lo trovarono: una galea romana perfettamente conservata, adagiata sul fondo dell'oceano. "Incredibile!" esclamò Elio. Camila la fissava con stupore. Ma qualcosa non andava. La galea poggiava su una gigantesca struttura bioluminescente, diversa da qualsiasi cosa avessero mai visto.

Di ritorno sul "Triton", mentre l'enorme struttura si avvicinava, Camila ricordò qualcosa che Devi le aveva detto: "'Il mare dà e il mare prende', diceva sempre. È un ciclo naturale come le stagioni". Camila si rese conto che questa struttura non era solo un'anomalia geologica. Era VIVA.

Elio manovrava freneticamente i controlli. "Sta usando il sonar per comunicare! Ma i suoi segnali stanno interferendo con i nostri sistemi!" La struttura pulsava, la sua bioluminescenza si faceva più forte. Delle crepe apparvero sullo scafo del 'Triton'. Camila strinse più forte la ringhiera. "Dobbiamo trovare un modo per interrompere il suo segnale!"

Camila ricordò un altro dettaglio dalla ricerca di Devi: le navi romane usavano uno specifico tipo di schermatura in piombo per proteggere il loro carico dalle radiazioni. "Il piombo!" esclamò Camila. "I Romani lo usavano per bloccare le energie – forse può bloccare il segnale!" Elio la guardò, la speranza che gli balenava negli occhi.

Hanno improvvisato la schermatura di piombo dalla galea romana, puntandola verso la struttura. L'interferenza si è fermata. La struttura si è ritirata nell'oscurità. L'Impero Romano era caduto, ma la sua ingegnosità, e qualche scarto di piombo, avevano appena salvato un sottomarino del ventunesimo secolo. Era una testimonianza del potere duraturo della conoscenza umana. "Come disse Isaac Newton, 'Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle dei giganti'", disse Camila, sorridendo stancamente.