Crime and Punishment

Crime and Punishment — cover Crime and Punishment — page 1

Raskolnikov percorreva la sua stanzetta angusta, il caldo opprimente che rifletteva il suo tumulto interiore. Stringeva la lettera che aveva in mano, una supplica di sua madre che descriveva il sacrificio di sua sorella Dunya. "'La povertà'", mormorò, citando Seneca, "'è una grande fonte di terrore.' Ma giustifica un patto così terribile?"

Crime and Punishment — page 2

"Ho bisogno di soldi, ma a quale costo?" si chiese Raskolnikov, voltandosi verso la porta. "Questa strozzina... si approfitta dei disperati." Si infilò in tasca un piccolo oggetto avvolto. "Eppure, padre diceva sempre: 'la fortuna aiuta gli audaci'. Forse questa audacia è follia, ma devo provare."

Crime and Punishment — page 3

Raskolnikov sollevò l'ascia, con il cuore che gli batteva forte nel petto. "Non posso", sussurrò, con le mani tremanti. Ma poi, la sua risata avida gli echeggiò nella mente. Si fece forza, ricordando le parole di Napoleone: "'Prenditi tempo per deliberare, ma quando è arrivato il momento di agire, smetti di pensare e vai avanti.'" L'ascia cadde.

Crime and Punishment — page 4

Il panico si impossessò di Raskolnikov mentre barcollava fuori dall'appartamento della strozzina. Stringeva una piccola borsa contenente una misera somma e qualche gingillo. "Devo nasconderlo!" ansimò. Corse, schivando tra le strade affollate. "Sono rovinato!"

Crime and Punishment — page 5

In una lurida taverna, Raskolnikov incontrò l'ubriaco Marmeladov. «Signore,» biascicò Marmeladov, con gli occhi pieni di lacrime, «"c'è sempre spazio per il pentimento", come disse Sant'Agostino! Ma la mia famiglia... muore di fame a causa della mia debolezza.»

Crime and Punishment — page 6

Raskolnikov trovò Sonia, la figlia di Marmeladov, nella sua misera stanza. "Come puoi sopportare tutto questo?" le chiese, inorridito dalla sua condizione. Sonia lo guardò, i suoi occhi pieni di dolore, ma anche di una quieta forza. "Come scrive Dostoevskij," rispose dolcemente, "'la sofferenza è sempre meglio della non esistenza'".

Crime and Punishment — page 7

Il detective Porfirij Petrovič invitò Raskolnikov per interrogarlo. "Mi sembrate indisposto, signor Raskolnikov," disse Porfirij, con gli occhi che gli brillavano astutamente. "Ditemi, quali sono le vostre opinioni sugli uomini straordinari?"

Crime and Punishment — page 8

La febbre consumava Raskolnikov e gli incubi tormentavano il suo sonno. "Il mondo è pieno di sofferenza", mormorò nel suo delirio. Si agitava e si rigirava, rivivendo gli eventi dell'omicidio. "Fermalo!", gridò, ma nessuno lo sentì.

Crime and Punishment — page 9

Spinto alla disperazione, Raskolnikov confessò a Sonia. "Sono un assassino!" gridò, crollando ai suoi piedi. Sonia, con il volto segnato dalla compassione, gli sollevò dolcemente la testa. "'La migliore prova d'amore è la fiducia'", sussurrò, citando Joyce Brothers. "Ti starò accanto, costi quel che costi."

Crime and Punishment — page 10

Nel vasto campo di prigionia siberiano, Raskolnikov trovò finalmente la pace. Guardava Sonia mentre si prendeva instancabilmente cura degli altri prigionieri. "La speranza è l'ultima a morire", sussurrò, ricordando le parole di Seneca. Una nuova vita lo attendeva, una vita di redenzione e amore.