Gabriel Marcel

Astrid entrò saltellando nello studio illuminato dal sole, i suoi occhi vivaci che scrutavano gli scaffali. "Marisol, cosa leggi oggi?" chiese, indicando un libro spesso sulla scrivania. Marisol sorrise, posando la penna. "Ah, Astrid," rispose Marisol, "sto esplorando le idee di un filosofo di nome Gabriel Marcel. Si poneva grandi domande su cosa significhi veramente essere una persona, al di là delle cose che possediamo o dei ruoli che interpretiamo. Pensava che comprendere il nostro 'essere' fosse molto più importante del nostro 'avere'." Nota filosofica: Gabriel Marcel (milleottocentottantanove-millenovecentosettantatré) è stato un filosofo, drammaturgo e critico musicale francese. Inizialmente attratto dalla fenomenologia, sviluppò una propria forma di esistenzialismo cristiano, che influenzò profondamente il pensiero del ventesimo secolo. Viene spesso studiato insieme a Karl Jaspers e Martin Buber.

Astrid si arrampicò su una grande poltrona, con le gambe a penzoloni. "Ma le cose che abbiamo non sono importanti anche quelle? Tipo il mio orsetto di peluche preferito, Puffy?" Marisol annuì, prendendo dalla sua scrivania un piccolo uccellino di legno finemente intagliato. "Certo, Puffy è molto speciale per te," spiegò Marisol dolcemente. "Marcel non stava dicendo che le cose non contano. Ci stava chiedendo di pensare alla differenza tra 'avere' qualcosa, come Puffy o anche un titolo di lavoro, e 'essere' veramente noi stessi. Sentiva che spesso ci perdiamo in ciò che possediamo, dimenticando il mistero più profondo di chi siamo realmente. Questo uccellino, per esempio, è qualcosa che ho, ma mi ricorda la mia profonda connessione con la natura, che fa parte del mio essere." Nota Filosofica: Marcel coniò i termini 'essere' (l'être) e 'avere' (l'avoir) per distinguere tra la nostra esistenza autentica e la nostra relazione con i beni, i ruoli o persino i nostri stessi corpi quando visti come meri oggetti. Sosteneva che l''essere' riguarda la partecipazione e la presenza, mentre l''avere' riguarda la relazione esterna.

Astrid pensò a Puffy. "Quindi, Puffy è qualcosa che ho. Ma per quanto mi riguarda? Cos'è il mio 'essere'?" Marisol si sporse in avanti, riponendo con cura l'uccello intagliato sulla scrivania. "Marcel ha detto che il nostro 'essere' non è qualcosa che possiamo mettere in una scatola o indicare, come un giocattolo," chiarì Marisol. "È la parte profonda, interiore di noi, la parte che sente, ama, si meraviglia e si connette. Riguarda chi sei tu come persona unica e vivente, le tue relazioni, il tuo spirito. È dinamico, sempre in crescita e in cambiamento, a differenza di un oggetto che possiedi." Continuò, "Ricordi cosa disse una volta l'antico filosofo greco Eraclito: 'Nessun uomo entra due volte nello stesso fiume, perché non è lo stesso fiume e lui non è lo stesso uomo.' Proprio come il fiume, il tuo 'essere' è sempre in flusso, Astrid, mai fisso." Nota filosofica: La distinzione tra 'essere' e 'avere' è fondamentale nella filosofia di Marcel. 'Avere' si riferisce a ciò che è esterno, misurabile e può essere perso. 'Essere' è interno, inalienabile e implica partecipazione e presenza. Egli credeva che un'eccessiva attenzione all''avere' portasse all'alienazione.

Più tardi, Astrid trovò un difficile puzzle. "Questo è un vero problema, Marisol! Non riesco a trovare questo pezzo!" Marisol si avvicinò, osservando Astrid lottare per un momento. "Questo è un buon esempio di 'problema', Astrid," disse Marisol. "Ha una soluzione chiara, e puoi fare un passo indietro, guardare i pezzi e risolverlo. Marcel ha anche parlato di 'misteri'. Un mistero non è qualcosa che risolvi e metti via. È qualcosa di cui fai parte, come quanto ami Puffy, o la sensazione di meraviglia guardando il cielo notturno. Non puoi distaccarti da esso; vi partecipi." Nota Filosofica: La distinzione di Marcel tra 'problema' e 'mistero' è cruciale. Un problema è esterno e può essere risolto oggettivamente. Un mistero è qualcosa in cui si è esistenzialmente coinvolti; non può essere oggettivato ma richiede partecipazione, intuizione e un incontro personale. Esempi includono l'amore, la morte e Dio.

Astrid e Marisol andarono poi in giardino. Marisol porse ad Astrid una piccola paletta. "Pianteremo questi semi", spiegò Marisol. Astrid sentì la terra fresca tra le mani, posizionando con cura un minuscolo seme nella terra. "Questo è ciò che Marcel intendeva con 'partecipazione' e 'comunione'", spiegò Marisol mentre lavoravano. "Non stiamo solo osservando queste piante; le stiamo attivamente aiutando a crescere, connettendoci con la terra. Quando partecipiamo veramente, che si tratti di piantare un giardino o di ascoltare un amico, stiamo impegnando il nostro 'essere' e connettendoci profondamente con il mondo che ci circonda. È più che semplicemente svolgere un compito; è essere presenti." Nota filosofica: Partecipazione e comunione sono centrali nella filosofia di Marcel. Egli sosteneva che l'esistenza autentica ("essere") è intrinsecamente relazionale e implica l'essere presenti agli altri e al mondo, piuttosto che osservarli come oggetti distaccati. Questo impegno attivo costituisce la base di un'esperienza significativa.

Mentre annaffiavano i semi appena piantati, Astrid chiese: "Quindi, se 'essere' significa crescere e connettersi, come facciamo a mantenerlo forte?" Marisol si fermò, osservando pensierosa i piccoli germogli verdi. "Marcel direbbe che è attraverso la 'fedeltà'," condivise Marisol. "Non si tratta solo di mantenere una promessa una volta. È una lealtà continua, creativa. Come il nostro impegno verso questi semi – non li piantiamo e poi ce ne dimentichiamo. Continuiamo a prendercene cura, dando loro acqua e luce. È un'attenzione attiva, amorevole, che si rinnova ogni giorno. È così che rimaniamo fedeli a noi stessi e alle persone e alle cose a cui teniamo, essendo costantemente presenti per loro." Nota filosofica: il concetto di "fedeltà" di Marcel si estende oltre la mera fedeltà. È un atto dinamico e creativo di lealtà verso un essere, un valore o una relazione che richiede costante sforzo, attenzione e rinnovamento. È un modo per mantenere la propria presenza all'altro, resistendo alla tentazione di oggettivare o abbandonare.

Tornata dentro, Astrid prese il suo tablet, scorrendo le foto. "Ma a volte sembra che tutti mostrino quello che hanno online, Marisol. Vestiti nuovi, viaggi di lusso... mi fa chiedere se il mio 'essere' sia abbastanza buono se non ho quelle cose." "È una sfida molto reale, Astrid," riconobbe Marisol, sedendosi accanto a lei. "Marcel riconobbe questa tensione. Si preoccupava che il nostro mondo moderno ci incoraggi spesso a definirci da ciò che acquisiamo o da come appariamo agli altri, invece di concentrarci sulla nostra ricchezza interiore, sul nostro 'essere' unico. È facile perdere di vista chi siamo veramente quando ci confrontiamo costantemente con i 'possedimenti' degli altri." Nota filosofica: Marcel era critico delle tendenze della società moderna, come il consumismo e l'alienazione tecnologica, che credeva favorissero un'eccessiva enfasi sull''avere' a scapito dell''essere'. Vedeva questo come un fattore che portava a un senso di vuoto e a una perdita di autenticità personale, un tema esplorato da molti teorici critici.

Improvvisamente, Astrid alzò lo sguardo dal suo tablet, un piccolo sorriso che si formava. "Marisol, ti ricordi quel piccolo uccellino di legno intagliato che mi hai mostrato? Quello che hai detto non era solo qualcosa che possiedi, ma ti ricordava la tua connessione con la natura, che fa parte del tuo essere?" Marisol annuì, i suoi occhi che brillavano. "Beh," continuò Astrid, "anche se non ho vestiti nuovi o non faccio viaggi di lusso, quando stavo piantando quei semi in giardino con te, e sentivo la terra, mi sono sentita davvero connessa. Mi sembrava che il mio 'essere' stesse crescendo, e non stavo pensando a quello che non ho. Mi ha fatto sentire come il piccolo uccellino intagliato – piccolo, ma pieno di qualcosa di profondo e reale dentro, qualcosa che mi connette a tutto." Nota Filosofica: L'opera di Marcel sostiene l'idea che la vera realizzazione derivi da un profondo impegno con l'esistenza, un senso di appartenenza e partecipazione piuttosto che dalla mera acquisizione o osservazione. Questo concetto incoraggia gli individui a cercare connessioni ed esperienze significative che nutrano il loro 'essere'.

Marisol strinse delicatamente la spalla di Astrid. "Esatto, Astrid. Le idee di Marcel ci aiutano a ricordare che la vera ricchezza non consiste nel collezionare più cose, ma nel coltivare la nostra vita interiore e le nostre relazioni. Si tratta di essere pienamente presenti nei momenti che condividiamo e per il mondo che ci circonda." "Quindi, è come scegliere di notare la tranquilla bellezza del giardino, anche quando ci sono video rumorosi ed eccitanti sul mio tablet?" chiese Astrid, guardando di nuovo il giardino attraverso la finestra. "Si tratta di assicurarsi che il mio 'essere' possa vivere davvero?" Marisol annuì, con un sorriso pensieroso sul volto. Nota filosofica: l'esistenzialismo di Marcel offre un potente antidoto all'alienazione moderna. La sua attenzione alla partecipazione, alla fedeltà e al primato dell'«essere» incoraggia gli individui a coltivare relazioni autentiche e un apprezzamento profondo e coinvolto per la vita, piuttosto che essere definiti unicamente da beni materiali o da metriche superficiali di successo.

Mentre la sera iniziava a calare, proiettando lunghe ombre attraverso lo studio, Astrid provò un nuovo senso di calma. Il mondo esterno, e i suoi stessi sentimenti, sembravano più profondi, più connessi. Marisol raccolse i suoi libri, pronta a continuare la sua esplorazione. "La filosofia di Marcel non riguarda solo il pensare, Astrid," concluse Marisol. "Riguarda come scegliamo di vivere. Riguarda l'essere veramente presenti, pienamente coinvolti, e il trovare significato nelle nostre connessioni. Questo è un modo potente per capire te stessa e il mondo, sia che tu stia guardando un uccello intagliato, un giardino, o semplicemente seduta in silenzio con un amico." Nota filosofica: L'opera di Gabriel Marcel continua a risuonare nelle discussioni contemporanee su identità, tecnologia e spiritualità. Il suo appello a una filosofia dell'esperienza concreta e dell'esistenza incarnata ci ricorda la profonda importanza della presenza umana e della relazionalità in un mondo sempre più dominato da sistemi astratti e oggettivazione.