Rumpelstiltskin

Rumpelstiltskin — cover Rumpelstiltskin — page 1

Nel cuore scintillante e caotico del Bazar Interdimensionale, si fanno fortune e si barattano destini. Qui, Elara, figlia di un mugnaio, sogna di sfuggire ai debiti del padre; la Regina Aurelia, ossessionata dal trasformare la paglia in oro, cerca ricchezze infinite; e Tremotino, un imbroglione di oscuri patti, attende che i disperati inciampino nella sua ragnatela. Ma la foresta custodisce il cuore della storia.

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Il padre di Elara, un mugnaio vanaglorioso, la trascinò dalla regina Aurelia. "Mia figlia," dichiarò con un sorriso ebbro, "può trasformare la paglia in oro!" Gli occhi di Aurelia brillarono. "È vero, ragazza?" Elara, terrorizzata, poté solo scuotere la testa, ma Aurelia, incuriosita dalla prospettiva di ricchezze infinite, rinchiuse Elara in una stanza della torre piena di paglia e un filatoio.

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Sola, Elara pianse. Notò un piccolo libro impolverato nascosto su uno scaffale. Aprendolo, lesse: "I fili del destino possono essere tessuti con intenzione e respiro". All'interno, il libro rivelava: "Certe incantazioni richiedono oggetti specifici: una piuma di ghiandaia azzurra, una goccia di luce lunare e una scintilla di coraggio".

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Una strana voce echeggiò nella torre. "Un patto, piccola figlia del mugnaio? Trasformerò questa paglia in oro per te... per un prezzo." Una piccola creatura dispettosa le stava davanti, sorridendo malvagiamente. "Ma dimmi prima, sai cos'è il coraggio?"

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Elara, disperata, accettò, offrendo la sua collana. Tremotino filò per tutta la notte, e al mattino, la paglia era oro. La regina era estasiata, ma la sua avidità era insaziabile. "Fila ancora", pretese, rinchiudendo Elara in una stanza ancora più grande, "o affronterai il boia".

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Ancora una volta, Tremotino apparve. "Un altro patto, piccola figlia del mugnaio? Ma questa volta, il prezzo è più alto." "Cosa vuoi?" implorò Elara. "Il tuo primogenito," sghignazzò il folletto. Elara, non vedendo altro modo per scappare, accettò.

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La paglia si trasformò in oro. Elara divenne regina, sposando il figlio di Aurelia. Passarono gli anni e nacque un bambino. Poi, Tremotino tornò a reclamare il suo premio. Elara, ora madre, pianse, implorando per la vita di suo figlio. "Dammi tre giorni," sogghignò lui, "per indovinare il mio nome, o il bambino sarà mio."

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I giorni si trasformarono in notti. I messaggeri perlustrarono la terra, cercando nomi strani. Nessuno era corretto. Elara si disperò, ricordando una citazione: "'L'ostacolo all'azione fa progredire l'azione. Ciò che ostacola diventa la via', come disse Marco Aurelio", pensò Elara. Se avesse abbracciato l'ignoto, forse avrebbe potuto trovare la risposta.

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Un messaggero tornò con il racconto di uno strano folletto che danzava intorno a un fuoco nella foresta, cantando: "Rumpelstiltskin è il mio nome! Nessuno lo saprà mai!" Elara affrontò Rumpelstiltskin, con il suo bambino tra le braccia. "Il tuo nome è... Rumpelstiltskin?" chiese con tranquilla fermezza.

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Tremotino strillò e svanì in una nuvola di fumo, il suo oscuro patto infranto. Elara regnò con saggezza e coraggio, il suo regno contraddistinto da onestà e compassione. L'oro, un tempo fonte di avidità e paura, divenne un simbolo della sua forza, un promemoria che le vere ricchezze non risiedono nella ricchezza materiale, ma nell'incrollabile potere della fibra morale.