The Blacksmith and the Devil

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In un labirinto di specchi infiniti, dove ogni riflesso mostrava un percorso diverso, vivevano il fabbro Tomas, il diavolo Roth e la sua tentatrice apprendista, Lyra. Tomas, un uomo di incrollabile onestà, deteneva inconsapevolmente la chiave per spezzare il potere di Roth. Roth, maestro dell'inganno, cercava di corrompere Tomas e intrappolare per sempre le anime all'interno del labirinto specchiato. Ma Lyra, combattuta tra la lealtà e la propria coscienza, potrebbe diventare l'aiutante inaspettata di Tomas.

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Tomas batteva l'acciaio alla sua forgia, il clangore echeggiava per il labirinto. "Un'altra spada per i mercanti," mormorò, asciugandosi il sudore dalla fronte. Una figura scintillante si materializzò da uno specchio vicino. "Tomas," sussurrò Lyra, la sua voce intrisa di urgenza. "Roth ha una proposta per te."

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«Quale proposta?» chiese Tomas, con un velo di sospetto nella voce. Lyra esitò, lanciando un'occhiata al suo riflesso nello specchio. «Vuole che tu forgi un'arma... per lui. In cambio, ti concederà ricchezze che vanno oltre i tuoi sogni più sfrenati.»

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Tomas si fece beffe. "Le ricchezze non significano nulla se guadagnate disonestamente." Ricordò le parole di Marco Aurelio: "'Non sprecare più tempo a discutere su cosa dovrebbe essere un brav'uomo. Sii uno.' Non sarò uno strumento del Diavolo."

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Roth stesso emerse dallo specchio, la sua pelle cremisi irradiava calore. "Stupido fabbro," tuonò Roth, la sua voce echeggiò. "Ti offro potere! Un'occasione per plasmare il tuo destino!" E tese un lingotto d'oro scintillante.

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Tomas fissò il lingotto, il suo fascino lo attirava. "Sono un fabbro, non un armaiolo per i dannati." Gli occhi di Roth si strinsero. "Allora scegli... l'oblio." Fece un gesto, e catene spettrali eruppero dagli specchi, strisciando verso Tomas.

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Lyra gridò, mettendosi davanti a Tomas. "Fermati!" Roth si voltò, la furia incisa sul suo volto. "Osi sfidarmi?" Lyra strinse i pugni, i suoi capelli argentati che le vorticavano intorno. "Lui è onesto, Roth, qualcosa che tu non capirai mai!"

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Roth colpì Lyra, facendola schiantare contro uno specchio. Lo specchio si frantumò, rivelando... nulla. Tomas capì, con un'ondata di chiarezza, la verità: gli specchi riflettevano solo futuri potenziali, non la realtà. Erano illusioni, strumenti di manipolazione.

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Afferrò il martello, non per forgiare un'arma, ma per frantumare gli specchi. Ad ogni colpo, uno specchio si rompeva e il potere del labirinto si affievoliva. Roth urlò mentre la sua influenza crollava. "Non puoi distruggere ciò che non è reale!" gridò Tomas, spaccando l'ultimo specchio. "L'onestà è reale!"

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Il labirinto si dissolse, lasciando Tomas in piedi in un semplice campo, il lingotto d'oro ridotto in polvere. Lyra gli stava accanto, liberata dalla sua servitù. E così, il potere del diavolo fu spezzato, non con la forza, ma con incrollabile onestà e il coraggio di vedere oltre l'illusione, perché ciò che è reale è ciò che conta di più.