The Goose Girl

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Nelle profondità del Mar Azzurro, dove le navi pirata diventavano castelli di corallo, viveva una principessa di nome Alessia. La sua matrigna, la Regina Morwen, bramava la bellezza e l'innocenza di Alessia, poiché erano come luce nell'abisso. Alessia possedeva una conchiglia magica, un dono di sua madre, che si diceva rivelasse la verità. Questa conchiglia sarebbe diventata la sua unica amica mentre Morwen ordiva la sua rovina, cercando di rubare il trono e far precipitare il regno sottomarino in una notte eterna.

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La regina Morwen convocò Corvus, una viscida creatura simile a un'anguilla, nota per la sua doppiezza. "Porta Alessia alle Grotte di Cristallo", sibilò Morwen, la sua voce che echeggiava nella camera di corallo. "Assicurati che non torni mai più. La corona sarà mia!" Corvus si inchinò profondamente, i suoi occhi che brillavano d'avidità. Alessia, ignara del complotto, si preparò per il viaggio, fidandosi del falso affetto della sua matrigna.

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Mentre viaggiavano, Alessia cantava ai pesci, la sua voce chiara come la perla più pura. Corvus, tuttavia, aveva altri piani. Le presentò una pozione d'alghe: "Un dono per facilitare il tuo viaggio, principessa". Ridacchiò, un suono basso e sferragliante. Alessia, fidandosi del suo sorriso ingannevole, bevve la pozione e la sua voce svanì.

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«Ora non sei più una principessa, ma solo una sciocca guardiana di oche», la schernì Corvus, strappando lo stemma reale ad Alessia. Nuotò via, lasciandola bloccata nelle oscure trincee. «Come disse Seneca», pensò, con le lacrime agli occhi, ricordando le lezioni di sua madre, «"Ogni nuovo inizio viene dalla fine di qualche altro inizio"». Sebbene senza voce, strinse la sua conchiglia e decise di sopravvivere.

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Alessia trovò rifugio vicino a una scuola di docili lumache di luna, impiegate dal brontolone vecchio Capitano di Mare Barnaby. Si prendevano cura dei suoi giardini di alghe. Incapace di parlare, Alessia porse la conchiglia. Le lumache, percependo la sua magia, avvisarono Barnaby. Lui strizzò gli occhi verso la principessa silenziosa, un barlume di comprensione nei suoi occhi invecchiati.

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"Allora, una muta, eh?" brontolò Barnaby. Indicò un groviglio aggrovigliato di alghe. "Se vali qualcosa, districa quel pasticcio prima che la marea cambi." Il compito era arduo, ma Alessia lavorò instancabilmente. Le sue mani sanguinavano, il suo spirito era teso. Eppure, ricordava le parole di sua madre: solo attraverso il servizio avrebbe potuto guadagnare rispetto.

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La notizia di una misteriosa serva muta giunse alla Regina Morwen. Sospettosa, evocò il suo specchio magico, un portale scintillante che rivelava la verità. "Specchio, specchio, profondo nel mare, chi ora sfida la mia vittoria?" Lo specchio mostrò Alessia, il suo viso radioso nonostante il suo umile lavoro.

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«La guardiana delle oche!» strillò Morwen. Mandò Corvus ad assassinare Alessia, ma prima, a rubarle l'identità. Corvus, brandendo un tridente maledetto, trovò Alessia intenta a curare le lumache lunari. «La tua vita finisce ora, Principessa!» Alessia, indifesa, poté solo stringere la sua conchiglia.

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Mentre il tridente colpiva, Alessia soffiò nella conchiglia. Essa risuonò con un canto potente. L'acqua luccicò, rivelando a tutti il tradimento di Corvus. Le lumache di mare amplificarono il canto della conchiglia, la loro luce rivelò l'inganno di Morwen all'intero regno sottomarino!

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L'illusione della regina Morwen si frantumò, rivelando il suo vero, crudele volto. Il regno insorse contro di lei. Alessia, sebbene ancora senza voce, fu incoronata regina. Il suo regno fu all'insegna della verità e della giustizia, la sua conchiglia un promemoria che anche la voce più piccola, amplificata dall'onestà, poteva salvare un regno. E così fu che la principessa silenziosa regnò con il cuore più forte.