The Old Beggar Woman

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Nella nebulosa color caramella, a bordo della scintillante stazione spaziale "Aureus", vivevano Elara, una fornaia con la polvere di stelle negli occhi, e Kaelen, un principe gravato da uno specchio incantato. Una profezia aveva predetto che solo una vecchia mendicante avrebbe potuto spezzare la maledizione dello specchio, una maledizione che rifletteva la crescente freddezza del principe. Ma la mendicante non si trovava da nessuna parte, persa tra le guglie scintillanti e i moli in ombra della stazione. Il tempo stringeva.

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La panetteria di Elara, "Croste Cosmiche", era conosciuta in tutta Aureus per le sue eteree prelibatezze. Un giorno, una misteriosa figura ammantata entrò, con il volto nascosto nell'ombra. "Ho bisogno di qualcosa per tirarmi su il morale", gracchiò la figura, con una voce simile a polvere di stelle che si sbriciola. Elara, sempre empatica, sentì un'ondata di tristezza emanare dallo sconosciuto.

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«Forse una crostata nebulosa?» offrì Elara gentilmente, presentando un dessert scintillante. La figura ammantata esitò, poi allungò una mano nodosa. Mentre la figura mangiava, una debole luce dorata tremolò sotto il mantello. «Dimmi,» chiese Elara, la sua voce dolce, «cosa ti pesa così tanto sul cuore?»

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Nel frattempo, il Principe Kaelen stava davanti allo specchio incantato, la cui superficie vorticava con energia oscura. Lo specchio gli sussurrava promesse di potere, mostrandogli visioni di un regno unito sotto il suo pugno di ferro. Una voce echeggiò nella sua mente: "Abbraccia il tuo destino, Kaelen. Governa con forza, non con sentimento."

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Elara apprese che la figura ammantata era in effetti la Vecchia Mendicante della profezia, maledetta a vagare in incognito finché qualcuno non le avesse mostrato vera gentilezza. "Ma come posso aiutare il Principe Kaelen?" chiese Elara. La Mendicante rispose, la sua voce ora più chiara: "Deve imparare a vedere oltre le menzogne dello specchio. Mostragli la verità, Elara."

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Spinta dalle parole della Mendicante, Elara cercò il Principe Kaelen. Lo trovò nella sala degli specchi, con la mano tesa, sul punto di toccare il vetro. "Kaelen, non farlo!" gridò lei, correndo avanti. "Quello specchio ti mostra solo ciò che desideri, non ciò di cui hai bisogno."

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«Non capisci, Elara» ribatté Kaelen, con la voce intrisa di freddezza. «Questo specchio mi offre la forza per governare, il potere di proteggere.» Elara tenne duro. «Ma a quale costo? Li stai proteggendo o controllando? Come disse Mark Twain, "È più facile ingannare le persone che convincerle che sono state ingannate". Lo specchio ti ha ingannato.»

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Kaelen, infuriato, si voltò di nuovo verso lo specchio, ignorando la supplica di Elara. Appena le sue dita toccarono il vetro, un'ondata di energia oscura eruttò, scaraventando indietro Elara. La Mendicante apparve, non più ammantata, la sua vera forma che irradiava luce celestiale. "La scelta è tua, Kaelen," disse, la sua voce che echeggiava di potere.

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Con una ritrovata chiarezza, Kaelen si allontanò dallo specchio, rinunciando al suo potere. Lo specchio si frantumò, la sua energia oscura si dissipò, e la Mendicante sorrise. "La gentilezza e la verità sono più grandi di qualsiasi magia," disse, prima di svanire in polvere di stelle. Kaelen guardò Elara, il rimorso che gli riempiva gli occhi.

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Aureus fiorì sotto il giusto governo di Kaelen, un governo guidato dall'empatia e dalla verità, non dalle false promesse di uno specchio. Elara continuò a cuocere, le sue "Croste Cosmiche" ora un simbolo di speranza in tutta la stazione. E così, il principe imparò che la vera forza non risiede nel potere, ma nella gentilezza. Lo specchio freddo non gli lasciò nulla.