The Old Woman in the Wood

In una foresta diversa da qualsiasi altra, dove gli scoiattoli portavano gli occhiali e i conigli scrivevano poesie, vivevano tre anime legate dal destino: Gretel, la bambina smarrita; Agnes, l'anziana donna del bosco; e la foresta stessa, un personaggio di antichi segreti. Gretel, persa nel bosco, si imbatté nella casetta di Agnes, ignara dei patti che la foresta esigeva. La foresta sussurrava promesse di calore e riparo, ma ogni gentilezza aveva un prezzo.

Gretel rabbrividì mentre camminava, la foresta si faceva più scura a ogni passo. Ricordava le parole di sua nonna: "Non fidarti mai di un accordo stretto nell'oscurità". Eppure, la disperazione la rodeva, tirandola verso la debole luce che tremolava tra gli alberi. Il cottage di Agnes offriva un calore che Gretel non provava da quando si era persa. Si avvicinò timidamente, il profumo di pane appena sfornato che riempiva l'aria.

Una voce burbera la spaventò: "Ti sei persa, bambina?" Un tasso, appollaiato su un fungo, si aggiustò gli occhiali, un libro in miniatura aperto tra le zampe. "La Vecchia non gradisce i vagabondi," avvertì, la voce bassa. "Ma," aggiunse, scrutandola da sopra gli occhiali, "una volta lessi che 'un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo', come disse Lao Tzu. A volte, anche i cattivi affari vale la pena farli."

Agnes, una donna con occhi profondi e sapienti come la foresta stessa, salutò Gretel con un sorriso sghembo. "Entra, bambina, devi avere freddo." Le offrì una ciotola fumante di stufato, l'aroma inebriante. "Un piccolo servizio in cambio di riparo, forse?" suggerì Agnes, il suo sguardo indugiando sul riflesso di Gretel in uno specchio ossidato appeso al muro. "Solo un semplice compito... raccoglimi un po' di legna."

Gretel, disperata per il calore e la sicurezza, accettò. Agnes, mentre mescolava una pentola, disse: "Non allontanarti dal sentiero segnato, bambina. La foresta prende ciò che le è dovuto". Mentre Gretel si avventurava nel bosco, un luccichio d'oro catturò la sua attenzione. Una singola mela d'oro, perfettamente formata, giaceva annidata tra le radici di un'antica quercia.

La mela pulsava di una luce innaturale. Gretel ricordò l'avvertimento del tasso riguardo al bosco che si prendeva ciò che gli era dovuto. "Non può far male prenderne solo una", ragionò, cedendo alla tentazione. Appena toccò la mela, il bosco si immobilizzò. Ogni uccello, ogni fruscio, ogni sussurro cessò.

Quando Gretel tornò al cottage di Agnes, trovò la porta socchiusa. «Agnes?» chiamò, la voce tremante. Il cottage era vuoto, ma sul tavolo giaceva un singolo ramo avvizzito. «La foresta conosce la tua avidità, bambina», sussurrò una voce, echeggiando dallo specchio. La superficie dello specchio si increspò e mostrò il riflesso dell'anziana donna del bosco, solo che ora la sua immagine era chiara, giovane e bella.

«Cercate calore, riparo e sicurezza. Ma la foresta esige un prezzo», la schernì il riflesso. «Il prezzo è... i vostri ricordi». Gretel si strinse la testa, un dolore acuto che le bruciava la mente. Immagini balenarono: la sua famiglia, la sua casa, tutto svaniva come fumo. Si rese conto che la mela era una trappola, un modo per Agnes di rubarle la vita.

Gretel ricordava il tasso e il libricino che teneva in mano. Sapeva cosa doveva fare: scagliò la mela d'oro contro lo specchio. Il vetro si frantumò, il cottage si riempì di una luce accecante e il riflesso di Agnes urlò. Al posto della mela d'oro ora giaceva una manciata di semi.

Gretel piantò i semi, ricordando, come disse una volta Helen Keller: "Sebbene il mondo sia pieno di sofferenza, è anche pieno del suo superamento". Dove un tempo sorgeva il cottage della vecchia, ora un alberello metteva radici, a testimonianza dell'equilibrio della foresta e della seconda possibilità di una ragazza perduta. Gretel proseguì, non tornando alla sua vecchia vita, ma avanti, verso l'ignoto.