The Silver Saucer and the Transparent Apple

The Silver Saucer and the Transparent Apple — cover The Silver Saucer and the Transparent Apple — page 1

Nel regno dove i sogni e la vita di veglia si intrecciano, una ferrovia si estende attraverso il cielo. Qui, Elara, una sognatrice, e Silas, un fuochista del treno celeste, vivevano vite separate connesse dai binari d'argento. Ma un misterioso vuoto tormentava le notti di Elara, mentre Silas faticava nel bagliore del motore, ignaro che i loro destini stavano per scontrarsi. Il loro viaggio li avrebbe condotti a un frutteto nascosto dove una mela trasparente custodiva la chiave di ricordi dimenticati, sorvegliata da ombre e segreti sussurrati.

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Elara si svegliò di soprassalto, l'eco di una bellissima canzone che svaniva dalla sua mente. "Un'altra notte, un altro ricordo perduto," sospirò, fissando il suo riflesso in un piccolo specchio ornato. La stanza era fredda nonostante il sole del mattino. Desiderava ardentemente ricordare cosa riempisse il vuoto dentro di lei, un buco spalancato nel suo passato.

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Silas si asciugò il sudore dalla fronte mentre spalava carbone nel cuore infuocato del motore. "Questo vecchio treno," mormorò a un controllore di passaggio, "funziona con più del semplice carbone, sai. Funziona con i ricordi." Il controllore, un uomo robusto con baffi ben curati, annuì con fare consapevole. "Sì, Silas. E alcuni ricordi sono più pesanti di altri."

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"Hai sentito dell'orto, Silas?" chiese un giovane meccanico, la sua voce appena un sussurro. "Dicono che contenga più di semplici frutti. Dicono che contenga sogni dimenticati." Silas sbuffò, ma il meccanico insistette. "C'è una vecchia mappa... nascosta nei progetti del motore. Dicono che porti dritto lì."

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Silas, spinto da una curiosità che non riusciva a sopprimere, iniziò a cercare tra gli antichi progetti. "Come disse Leonardo da Vinci, 'Chi è fisso a una stella non cambia idea'", mormorò, ricordando la citazione di suo nonno. Tra le linee sbiadite e i simboli criptici, la trovò: una debole mappa disegnata a mano, contrassegnata da una singola mela luminosa.

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Guidato dalla mappa, Silas aggiustò la rotta del treno, deviando dalla linea ferroviaria principale. I passeggeri si agitarono, mormorando domande. "Dove stiamo andando, Silas?" chiese Elara, apparendo nella sala macchine, i suoi occhi pieni di una ritrovata scintilla di speranza. "In un posto dove potremmo trovare delle risposte," rispose lui, un pizzico di eccitazione nella voce.

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Il treno si arrestò con uno scossone davanti a un frutteto denso e incolto, avvolto nella nebbia. "Eccoci", dichiarò Silas, scendendo nel silenzio inquietante. Elara lo seguì, il cuore che le batteva forte per un misto di paura e anticipazione. L'aria vibrava di un'energia invisibile.

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Nelle profondità del frutteto, lo trovarono: un singolo albero che portava mele trasparenti, i cui interni luccicavano di luce. Mentre Elara ne allungava la mano per prenderne una, una figura oscura emerse dalla nebbia, i suoi occhi che brillavano di intento malevolo. "Quei ricordi è meglio lasciarli dimenticati," sibilò.

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Ignorando l'avvertimento della figura, Elara colse la mela trasparente e ne diede un morso. Un'ondata di ricordi la travolse: risate, lacrime, amore, perdita. Ricordò la bella canzone, i volti dei suoi cari e la ragione del suo vuoto. "Il passato può far male. Ma a mio parere, puoi scappare da esso, oppure... imparare da esso", disse Elara, citando Rafiki e voltandosi per affrontare l'ombra.

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Con i suoi ricordi ripristinati, Elara salì a bordo del Piatto d'Argento, non più tormentata dal vuoto interiore. Il treno riprese a sbuffare sulla linea principale, il suo viaggio continuava attraverso il regno dei sogni. E così, la ferrovia dei sogni proseguì, una testimonianza del potere della memoria e del coraggio di affrontare il passato. Il dimenticato non è mai veramente perduto, aspetta solo di essere ritrovato.