The Tale of the Hunchback

The Tale of the Hunchback — cover The Tale of the Hunchback — page 1

Nel vivace mercato tra le dimensioni, dove la luce delle stelle si mescolava al profumo di mille spezie esotiche, vivevano Quasimodo, il campanaro gobbo, ed Esmeralda, l'incantevole ballerina. Il giudice Frollo, un uomo avvolto nell'oscurità, desiderava ciò che non poteva avere, mettendo in moto una tragica storia di desiderio e sacrificio. Questa è la storia di come l'amore e l'accettazione fiorirono nell'ombra, messi alla prova da un mondo che giudicava dalle apparenze.

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Quasimodo viveva una vita solitaria nella grande cattedrale di Notre Dame, le sue giornate riempite dal rintocco risonante delle campane. Le camere echeggianti erano le sue uniche compagne, le loro fredde pareti di pietra riflettevano la sua solitudine. Un pomeriggio assolato, mentre lucidava una campana massiccia, un luccichio d'oro catturò il suo sguardo. Incastonata nella struttura di ferro della campana c'era una piccola e ornata scatola musicale.

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La curiosità che superava la sua cautela, Quasimodo caricò la scatola. Una melodia ossessionante riempì la torre, una melodia diversa da qualsiasi altra avesse mai sentito. Improvvisamente, l'aria brillò, e una voce, chiara come il cristallo, echeggiò intorno a lui. "Attento, gobbo," avvertì la voce, "questa scatola contiene uno specchio della tua anima; ciò che desideri potrebbe diventare la tua maledizione."

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Attirata dalla musica, Esmeralda entrò nella cattedrale, la sua risata come luce solare nello spazio fioco. "Che suono meraviglioso!" esclamò, i suoi occhi che brillavano di delizia. "Che cos'è quel dispositivo portentoso?" Quasimodo, affascinato dalla sua bellezza e gentilezza, esitò. Avrebbe dovuto rivelare la scatola e il suo potere? La tentazione di desiderare il suo affetto era quasi insopportabile.

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«Non è... niente», balbettò Quasimodo, nascondendo la scatola dietro la schiena. «Solo un vecchio gingillo che ho trovato». Il sorriso di Esmeralda vacillò. «Non nasconderti da me, amico», disse dolcemente, allungando la mano per toccargli la mano. Il suo tocco gli provocò una scossa, un misto di paura e desiderio. La scatola pulsava debolmente nella sua mano, come se lo spingesse a esprimere il suo desiderio.

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Il giudice Frollo, consumato dai suoi oscuri desideri per Esmeralda, li osservava da un angolo in ombra della cattedrale. La gelosia gli contorceva il viso in una maschera d'odio. Conosceva le voci che circondavano il carillon, sussurri della sua pericolosa magia. "Se non posso averla io," mormorò tra sé, "allora nemmeno lui."

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Quella notte, sotto il manto dell'oscurità, Frollo rubò il carillon. Intendeva usare la sua magia per costringere Esmeralda ad amarlo, piegando la sua volontà ai suoi desideri egoistici. "Come disse Voltaire, 'È pericoloso avere ragione quando il proprio governo ha torto'", sussurrò Frollo, stringendo la scatola. "I miei desideri sono giusti, e lei lo vedrà!"

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Trovò Esmeralda danzare nella piazza del mercato, la sua risata echeggiava nella notte. Frollo la afferrò, forzando l'apertura del carillon. Mentre la melodia ossessiva riempiva l'aria, una luce accecante avvolse Esmeralda, e i suoi occhi si velarono. La sua volontà era stata rubata da un desiderio egoista. Ma lei guardò Frollo, l'uomo responsabile, e nei suoi occhi lui poté vedere il proprio vuoto.

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Quasimodo, sentendo il trambusto, corse al mercato. Vide Esmeralda, senza vita e schiava, e Frollo, trionfante ma vuoto. Con un'ondata di coraggio nato dall'amore, Quasimodo balzò su Frollo, strappandogli il carillon e frantumandolo contro i ciottoli. La melodia cessò, la luce svanì ed Esmeralda ansimò, i suoi occhi riacquistarono la loro scintilla. Ora conosceva la verità.

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Esmeralda, libera dalla magia oscura di Frollo, abbracciò Quasimodo. Non vide il gobbo, ma l'anima coraggiosa e altruista che era in lui. Da quel giorno in poi, rimasero insieme, guardiani della cattedrale e simboli di vero amore, accettazione e sacrificio nel magico mercato tra le dimensioni. L'oro che inseguiva era la stessa cosa che lo aveva lasciato senza nulla, e solo il semplice e altruista dono dell'amore del gobbo la riportò indietro.