The Three Princesses of Whiteland

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Nel vivace mercato tra le dimensioni, dove la luce delle stelle alimentava bancarelle a orologeria e i desideri venivano barattati come spezie, vivevano tre principesse di Whiteland: Anya, la guerriera; Bronwyn, la cercatrice di conoscenza proibita; e Clara, la dolce guaritrice. Ognuna desiderava fuggire dalla gabbia dorata del proprio castello, ma i loro percorsi divergenti le avrebbero condotte in pericoli imprevisti. Un mercante viaggiante sussurrò di una pozione che poteva esaudire i loro desideri più profondi, mettendo in moto una catena di eventi che avrebbe messo alla prova la loro stessa natura.

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"Un altro giorno, un'altra soffocante lezione di ricamo," sospirò Anya, gettando via l'ago. "Desidero lo scontro dell'acciaio, non della seta!" Bronwyn, appollaiata su un davanzale, alzò lo sguardo dai suoi testi proibiti. "La conoscenza è potere, sorella. Ma alcune verità è meglio lasciarle indisturbate." Clara, curando un fiore appassito, mormorò: "Forse il vero potere non risiede nella forza o nella conoscenza, ma nel curare le ferite del mondo."

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Un astuto mercante viaggiatore, avvolto nell'ombra, si avvicinò a loro nel vivace mercato. "Ho sentito i vostri desideri, principesse," sibilò, tirando fuori tre fiale piene di liquido scintillante. "Una pozione per ognuna di voi: prodezza in battaglia, conoscenza proibita e il potere di riparare ciò che è rotto." Bronwyn osservò le fiale con sospetto. "Qual è il costo, mercante? C'è sempre un costo." Il mercante sorrise, un luccichio d'oro tra i denti. "Solo una singola goccia del vostro vero io."

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Anya, spinta dalla sua sete di gloria, afferrò la fiala che prometteva prodezza in battaglia. "'L'unico modo per fare un gran bel lavoro è amare quello che fai', come disse Steve Jobs", dichiarò, giustificando la sua scelta. "E io amo la battaglia!" Stappò la fiala e bevve il liquido scintillante. Un'ondata di potere le scorse nelle vene, i suoi muscoli si gonfiarono, i suoi occhi ardevano di feroce determinazione. "Mi dimostrerò sul campo di battaglia!"

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Bronwyn, consumata dalla sua sete di conoscenza, accettò esitante la sua fiala. "'Il dubbio non è una condizione piacevole, ma la certezza è assurda', come disse Voltaire", rifletté, giustificando la sua ricerca di sapere proibito. Bevve la pozione. Visioni inondarono la sua mente: simboli arcani, lingue dimenticate, i segreti dell'universo. Ma con la conoscenza arrivò un vuoto agghiacciante, un distacco dal mondo che la circondava.

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Clara, desiderosa di guarire il mondo, prese con riluttanza la sua fiala. "'Dobbiamo accettare una delusione finita, ma non perdere mai una speranza infinita', come insegnò Martin Luther King, Junior," sussurrò, disperata di alleviare la sofferenza. Bevve. Le sue mani si illuminarono di una luce calda, capace di riparare qualsiasi ferita, di guarire qualsiasi malanno. Ma con ogni guarigione, una parte della sua stessa forza vitale si prosciugava, lasciandola più debole, più fragile.

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Il capitano Ronan, vedendo l'avventata ricerca della battaglia da parte di Anya, la affrontò. "La gloria è effimera, principessa," la avvertì, la sua voce roca ma preoccupata. "La vera forza non risiede nel potere, ma nella saggezza. E la saggezza deriva dalla comprensione del costo delle tue azioni." Anya sbuffò. "Parli come una vecchia, Ronan! Ho battaglie da vincere!"

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Bronwyn, persa nella sua conoscenza proibita, vagava senza meta per la biblioteca. "A cosa serve tutta questa conoscenza se non riesco a connettermi con il mondo che mi circonda?" si chiese ad alta voce. I volti delle sue sorelle, un tempo così familiari, ora sembravano echi lontani. La sua pozione le aveva dato l'universo, ma l'aveva privata di sé stessa.

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Clara, indebolita dalle sue continue guarigioni, crollò nel campo morente. Le sue mani non brillavano più, la sua forza vitale esaurita. "Ho cercato di aggiustare il mondo, ma ho solo rotto me stessa," ansimò. Le sue sorelle, vedendo la sua condizione, si precipitarono al suo fianco, dimenticando i propri desideri.

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Anya, usando la sua abilità in battaglia non per la conquista, ma per la protezione, difese Clara dalle ombre striscianti. Bronwyn, usando la sua conoscenza proibita non per il potere, ma per la comprensione, trovò un modo per annullare gli effetti della pozione. Impararono che la vera forza non risiede nelle singole imprese, ma nei legami di sorellanza, perché, come disse Helen Keller, "Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto".