The Willow-Wren and the Bear — Leggere in italiano
I titoli delle storie sono ancora in inglese; il testo di ogni storia è in italiano.

In un labirinto fatto di specchi, viveva una minuscola Scricciolo, così piccola da essere spesso trascurata, e un grande Orso, la cui forza era temuta da tutti. Gli specchi mostravano infiniti sentieri, innumerevoli futuri, ma né lo Scricciolo né l'Orso riuscivano a trovare la strada per la vera felicità. L'uno desiderava accettazione, l'altro comprensione. La loro storia inizia non con oro o gloria, ma con un desiderio condiviso: sfuggire ai riflessi che li perseguitavano.

Il Luì cantore svolazzava da uno specchio all'altro. "Vorrei che potessero vedermi, vedermi davvero!" cinguettò al suo riflesso, che si limitò a imitare il suo desiderio. Un giorno, scorse l'Orso, intrappolato tra due specchi, che ruggiva per la frustrazione. "È bloccato!" realizzò, il suo minuscolo cuore colmo di una strana simpatia.

L'Orso, solitamente temibile, sembrava smarrito. "Aiutami, uccellino," brontolò, la sua voce sorprendentemente gentile. "Questi specchi... mi mostrano solo ciò che temo: un'infinita disapprovazione." Lo Scricciolo ricordò un'antica storia che le aveva raccontato sua nonna: "A volte, la chiave più piccola apre la porta più grande." Si chiese se la sua piccolezza potesse essere la sua forza.

Si avvicinò saltellando. "Qual è il peggior riflesso che vedi?" chiese. L'Orso esitò. "Me stesso... visto come un mostro," ammise. Il Luì piccolo si ricordò allora di qualcosa di cruciale: "Anche mia nonna diceva sempre che 'La mente è tutto. Ciò che pensi, diventi.' Come disse Buddha," ricordò il Luì piccolo.

Lo Scricciolo beccò le cinghie che lo legavano. "Se vedi solo un mostro, questo è tutto ciò che sarai", insistette. L'Orso lottò, le immagini riflesse si spostavano intorno a lui. "Ma tutti gli altri mi vedono così!" ruggì, la frustrazione echeggiava nel labirinto. "Allora cambiamo ciò che mostrano gli specchi", cinguettò audacemente lo Scricciolo.

La Cinciallegra trovò una piccola, affilata scheggia di specchio e cominciò a segare la pelle. "Concentrati su qualcosa di buono," ordinò. "Pensa a un atto gentile, a un momento di pace." L'Orso chiuse gli occhi, immaginando un campo di fiori selvatici, l'immagine che tremolava debolmente negli specchi circostanti, sostituendo i riflessi mostruosi.

«Io... io una volta ho salvato un cervo dalla trappola di un cacciatore», sussurrò l'Orso. «Era solo una piccola cosa, ma...» I riflessi cambiarono di nuovo, mostrando il cervo correre libero. La Regolo raddoppiò i suoi sforzi, la pelle finalmente si spezzò. «Vedi?» cinguettò. «Sei più di quello che vedono!»

L'Orso si stiracchiò, non più vincolato dalla visione distorta degli specchi. "Ma che ne sarà di loro?" chiese, indicando i riflessi infiniti. "Loro mi vedono ancora come un mostro!" Lo Scricciolo allora rispose: "Bene, cambiamolo mostrando loro chi sei veramente!".

Insieme, camminarono attraverso il labirinto, l'Orso compiendo atti di gentilezza – liberando creature intrappolate, aiutando viaggiatori smarriti – ogni atto cambiava i riflessi negli specchi. Il Luì Piccolo, appollaiato sulla sua spalla, lo guidava, la sua piccola voce un faro di speranza. I riflessi cambiavano lentamente, ognuno mostrando una versione più gentile dell'orso.

Finalmente, raggiunsero il bordo del labirinto. Gli specchi ora mostravano solo il vero sé dell'Orso: gentile, forte e delicato. Il Luì cinguettò felice: "Non sei mai stato intrappolato dagli specchi, Orso, ma da ciò che credevi mostrassero." E così, il Luì e l'Orso costruirono un ponte di fiducia, dimostrando che anche la voce più piccola può cambiare la paura più grande.