The Wind’s Tale — Leggere in italiano
I titoli delle storie sono ancora in inglese; il testo di ogni storia è in italiano.

Nel vivace mercato tra le dimensioni, dove la luce delle stelle si mescolava all'aroma di mille spezie, vivevano Zefiro, il gentile spirito del vento; Borea, suo fratello tempestoso; e Lira, la mercante dagli occhi stellati. Zefiro desiderava ardentemente comprendere i sussurri portati dalla brezza, segreti perduti nel tempo. Ma il dispettoso Borea, spinto dall'invidia, rubò una pergamena contenente le risposte ai venti stessi. Lira, osservando la tempesta che si stava preparando, sapeva che un delicato equilibrio stava per rompersi.

Zephyr fluttuava attraverso il mercato, i suoi piedi trasparenti che toccavano appena i ciottoli. "Quali segreti custodite, venti?" mormorò, allungando una mano per afferrare una brezza di passaggio. Una piccola pergamena arrotolata gli sfiorò la punta delle dita, poi schizzò via. Sospirò. I venti erano sempre appena fuori portata, stuzzicandolo con le loro storie non raccontate.

"Sempre a caccia di ombre, fratellino?" echeggiò una voce tonante. Borea, avvolto nell'ombra, ghignò, brandendo una pergamena. "Questa contiene le risposte che cerchi, ma la conoscenza ha un prezzo." Gli occhi di Zefiro si spalancarono. "Borea, quella non è tua!" Borea rise, un suono aspro e mordace. "Tutto è mio, da prendere."

Lyra si avvicinò, con gli occhi acuti. "Boreas, restituisci ciò che non è tuo. Alcune cose non sono destinate a essere possedute." Boreas sogghignò. "A meno che qualcuno non sia disposto a pagare. Scambierò la pergamena con qualcosa di prezioso: l'abilità di Zephyr di evocare brezze. Un piccolo prezzo per una conoscenza infinita." Zephyr ansimò. Non riusciva a immaginare la vita senza i suoi venti.

"Non farlo, Zefiro," implorò Lira, la sua voce dolce ma ferma. "Alcune conoscenze sono veleno. Borea cerca solo di controllare i venti per il proprio tornaconto." Zefiro esitò. Guardò la pergamena, poi le sue stesse mani, sentendo il familiare pizzicore delle brezze nascenti. Borea incalzò. "Andiamo, fratellino. Un piccolo sacrificio per un potere infinito."

Zephyr chiuse gli occhi, il cuore pesante. Sussurrò: "Accetto". Immediatamente, un'ondata di immobilità si diffuse sul mercato. Gli stendardi vivaci si afflosciarono, la polvere vorticante si posò e l'aria divenne pesante e stagnante. Borea afferrò la pergamena, la sua risata echeggiò nel silenzio improvviso. Zephyr sentì un vuoto nel petto, un'inquietante vacuità.

Boreas srotolò avidamente la pergamena, i suoi occhi che scorrevano l'antica scrittura. Ma le parole si confusero davanti a lui, simboli senza senso che danzavano sulla pergamena. Ruggì per la frustrazione. "Questo è inutile! È solo un guazzabuglio!" Lyra si fece avanti, un sorriso consapevole sul volto. "Il racconto del vento non può essere letto con occhi avidi, solo sentito con un cuore aperto."

Come disse Helen Keller, "Le cose migliori e più belle del mondo non possono essere viste o toccate, devono essere sentite con il cuore", spiegò Lyra, la sua voce che si diffondeva nell'aria immobile. Zephyr, ricordando il suo desiderio di comprendere i sussurri del vento, chiuse gli occhi. Si protese con il cuore, non con le mani, sentendo i deboli moti di emozione nell'aria, le storie di gioia, dolore e speranza portate dalla brezza.

Una dolce brezza si mosse, poi un'altra, e un'altra ancora, finché la piazza del mercato fu di nuovo riempita dalla danza vorticosa dei venti. Stendardi sventolavano, diavoli di polvere giravano, e l'aria vibrava di nuova vita. Zefiro aprì gli occhi, le lacrime che gli scorrevano sul viso. Non aveva bisogno della pergamena. Aveva capito la storia del vento.

Boreas, sconfitto, accartocciò la pergamena nel pugno e svanì nell'ombra. Lyra sorrise a Zephyr. "Le storie più grandi non sono scritte, ma sentite." E Zephyr, il gentile spirito del vento, continuò ad ascoltare, portando i racconti inespressi dell'universo su ogni brezza, comprendendo per sempre che la vera conoscenza non risiede nel possedere, ma nel sentire.