L'artista dell'età della pietra
Anya, svelta e agile, sfrecciò tra le canne fruscianti, il suo migliore amico, Bram, faticava a starle dietro. "Aspetta, Anya!" chiamò lui, la sua voce che echeggiava leggermente sul lago immobile. Anya si fermò, osservando intensamente qualcosa che luccicava nel fango. Era una scheggia di ossidiana, nera come la notte, che catturava la luce del mattino. "Guarda, Bram!" esclamò lei, sollevandola. "Perfetta per intagliare!" Bram, sempre cauto, si avvicinò lentamente. "Sei sicura che sia sicura? E se appartenesse alla Strega dell'Ombra?"
Le parole di Bram rimasero sospese nell'aria, pesanti di paura. Ma Anya, sempre ottimista, scacciò le sue preoccupazioni. "Sciocchezze, Bram! La Strega dell'Ombra è solo una storia. Immagina i disegni che potrei intagliare con questo! Uccelli, cervi, forse anche... un mammut!" Bram rabbrividì. "Ma se fosse maledetto? Se portasse sfortuna?" Anya sospirò. "Bram, ti preoccupi troppo. Oggi facciamo arte!" Anya sente improvvisamente una strana vibrazione nella scheggia di ossidiana. Ma è troppo eccitata per notarla.
"DUNQUE," dichiarò Anya, la sua voce risuonava di eccitazione, "intaglieremo il mammut più grande che il mondo abbia mai visto!" Bram, vedendo il fuoco nei suoi occhi, non poté fare a meno di sorridere debolmente. "Va bene, va bene," concesse. "Ma se vediamo delle ombre muoversi da sole, scappiamo!" Anya rise. "Affare fatto! Ora, a trovare la tela perfetta." Scorge una grande parete rocciosa liscia vicino a un ruscello gorgogliante. "Lì! Perfetto!" Anya afferrò la mano di Bram e lo trascinò verso la roccia.
Mentre Anya iniziava a scheggiare la roccia con il frammento di ossidiana, un ringhio sommesso echeggiò tra gli alberi. Bram si immobilizzò, i suoi occhi spalancati dal terrore. "Cos'è stato?!" sussurrò. Improvvisamente, un grosso cane irsuto, due volte la taglia di Bram, balzò nella radura. Era Grunt, il cane del brontolone anziano del villaggio, noto per inseguire chiunque osasse avventurarsi vicino alla grotta del suo padrone. "Corri, Anya!" urlò Bram, ma Anya era troppo assorta nella sua scultura per accorgersene. "Quasi... quasi... ho la zanna!"
Proprio mentre Grunt stava per balzare, risuonò una voce melodiosa. "Grunt! A cuccia!" Una donna emerse dagli alberi, il suo viso segnato da saggezza e gentilezza. Era Elara, la cantastorie del villaggio, nota per i suoi incantevoli racconti degli antichi spiriti. Nota l'intaglio su cui Anya sta lavorando. "Mio Dio!" esclamò. "Che magnifico mammut stai creando! Sapevi che i mammut una volta vagavano liberamente qui? Le loro zanne venivano usate per gli attrezzi e la loro pelliccia per il calore!" Anya alza lo sguardo, spaventata, ma anche curiosa.
"È incredibile!" sussurrò Anya, dimenticando completamente la sua paura. "Ma non riesco a fare bene le sfumature..." Elara sorrise con fare saputo. "Forse," disse, la sua voce che si abbassava a un sussurro, "la pietra stessa detiene la chiave." Indicò una vena scura che attraversava la parete rocciosa. "MA stai attenta, bambina," continuò Elara. "Si dice che quella pietra sia la lacrima della Strega dell'Ombra. Contiene potere, ma anche... oscurità. Usala con saggezza." Anya e Bram si scambiarono sguardi preoccupati. PERCIÒ lei decide di usarla comunque.
Ignorando le suppliche di Bram, Anya staccò con attenzione un piccolo pezzo della pietra scura. Appena toccò il frammento di ossidiana, una strana energia la pervase. Immagini le inondarono la mente: mammut che tuonavano attraverso le pianure, l'aurora boreale che danzava nel cielo. "Lo vedo!" ansimò. "Ora so come ombreggiarlo!" Bram, vedendo la sua determinazione, afferrò una manciata di argilla colorata dalla riva del ruscello. "Ecco, Anya! Usa questo per i punti luce!" Elara sorrise, percependo il loro lavoro di squadra. "Ricordate, bilanciate luce e ombra, bambini."
Mentre Anya applicava la pietra scura, il mammut sulla roccia sembrava prendere vita. La sua pelliccia si drizzò, i suoi occhi brillavano di antica saggezza. Improvvisamente, il terreno cominciò a tremare. Una voce profonda echeggiò nella radura: "CHI OSA RISVEGLIARE IL MIO POTERE?!" La Strega dell'Ombra si materializzò davanti a loro, i suoi occhi bruciavano di furia. Elara fece un passo avanti, la sua voce ferma. "I bambini non intendevano fare del male. Volevano solo creare arte!" Anya, terrorizzata ma risoluta, rimase ferma. "La bellezza interiore può superare qualsiasi cosa, anche l'ombra!"
Le parole di Anya sembrarono risuonare con la Strega dell'Ombra. Un barlume di confusione le attraversò il volto. Guardò l'incisione del mammut, poi di nuovo Anya. Lentamente, la sua furia si placò. "Arte...", sussurrò, la voce incrinata. "È passato così tanto tempo..." Estese una mano tremante verso l'incisione, il suo tocco gentile. L'energia oscura intorno a lei si dissipò, sostituita da un morbido bagliore argenteo. Elara sorride, mentre Bram fa capolino da dietro di lei. La Strega dell'Ombra sembra stia cambiando.
La Strega dell'Ombra sorrise, un sorriso genuino e gentile. "Grazie, Anya," disse. "Mi hai ricordato la bellezza che si cela nelle ombre." Con un ultimo cenno, svanì, lasciando dietro di sé solo un debole luccichio di luce. Anya guardò Bram, poi Elara, il cuore colmo di gioia. Aveva affrontato la sua paura, creato qualcosa di bello e mostrato gentilezza a qualcuno in difficoltà. Capì che la vera forza non deriva dal potere, ma dal coraggio e dalla compassione. Da quel momento in poi, Anya non era più solo un'artista; era un'eroina.