Perché Anassimene scelse l'aria come elemento fondamentale del cosmo

Scopri perché l'antico filosofo greco Anassimene propose l'aria come sostanza primaria da cui hanno origine tutte le cose.

Illustrazione di copertina da “Anassimene”, una storia illustrata in Wonder Philosophy

Molte persone associano i primi filosofi greci a teorie grandiose e universali sull'universo. Una di queste figure, Anassimene di Mileto, è spesso ricordato per la sua scelta unica dell'aria come sostanza fondamentale del cosmo. Questa idea potrebbe sembrarci strana oggi, ma per Anassimene fu un passo logico che spiegò il mondo intorno a lui in modo coerente, basandosi sulle idee dei suoi predecessori.

La comprensione generale è che Anassimene scelse l'aria perché era facilmente osservabile e poteva essere trasformata in altri stati. La vedeva come un elemento dinamico, capace di cambiamento e movimento, il che la rendeva un candidato adatto per l'arché, o principio primo, da cui tutto il resto derivava.

Credenze comuni sulla scelta dell'aria da parte di Anassimene

Quando consideriamo perché Anassimene scelse l'aria, ci vengono in mente diverse idee comuni:

L'aria come respiro vitale e divino

Una credenza diffusa è che Anassimene vedesse l'aria come l'essenza stessa della vita, molto simile al respiro umano. Nel pensiero greco antico, il respiro (psyché) era spesso associato all'anima e alla forza vitale. Questo legame faceva sì che l'aria sembrasse non solo una sostanza fisica, ma anche un principio vitale e animatore. Per Anassimene, ciò significava che se l'aria era ciò che dava vita agli esseri viventi, poteva anche essere il principio fondamentale che animava l'intero cosmo. Era una forza onnipresente, sempre in movimento e sempre presente, anche quando invisibile. Puoi esplorare di più su queste antiche idee in Wonder Philosophy.

Proprio come la nostra anima, essendo aria, ci tiene uniti, così il respiro e l'aria racchiudono l'intero cosmo.
— Anassimene di Mileto (come riportato da Aezio)

Trasformazione attraverso rarefazione e condensazione

Il contributo più significativo di Anassimene, e una ragione chiave della sua scelta, fu la sua teoria su come l'aria potesse trasformarsi in altri elementi. Propose due processi: rarefazione e condensazione. Quando l'aria diventa più rarefatta, diventa fuoco. Quando diventa più compressa (condensata), diventa prima vento, poi nuvola, poi acqua, poi terra e infine pietre. Ciò fornì una spiegazione meccanicistica per la diversità della materia da un'unica sostanza sottostante. A differenza dei filosofi precedenti che semplicemente affermavano che un elemento si trasformava in un altro, Anassimene offrì un processo plausibile e osservabile per questi cambiamenti. Ciò rese la sua teoria più empiricamente fondata per il suo tempo. Comprendere questi primi pensieri scientifici ci aiuta a cogliere le origini della filosofia naturale, come discusso in molti articles sui pensatori antichi.


Cosa vale la pena ricordare dell'aria di Anassimene?

La scelta dell'aria come arché da parte di Anassimene non fu arbitraria. Fu un tentativo sofisticato di spiegare il mondo basato sull'osservazione, sull'analogia e sul desiderio di un unico principio unificante. Si basò sulle idee dei suoi predecessori, come l'acqua di Talete e l'apeiron di Anassimandro, proponendo una sostanza che fosse sia tangibile che capace di spiegare il cambiamento attraverso un meccanismo fisico chiaro. La sua attenzione alla rarefazione e alla condensazione segnò un passo importante verso un approccio più scientifico alla comprensione del mondo naturale, anche se le sue conclusioni specifiche sono ora superate.

Domande frequenti

Qual era l'«arché» per i predecessori di Anassimene?

Talete, un altro filosofo milesio, credeva che l'acqua fosse l'arché. Anassimandro, maestro di Anassimene, propose l'apeiron, una sostanza indefinita e illimitata, come principio fondamentale.

In cosa differiva la teoria di Anassimene da quella di Anassimandro?

L'apeiron di Anassimandro era un concetto astratto, una sostanza indefinita che non poteva essere osservata direttamente. Anassimene, d'altra parte, scelse un elemento concreto e osservabile - l'aria - e propose un meccanismo chiaro (rarefazione e condensazione) su come si trasformasse in altre sostanze.

Anassimene credeva negli dei?

Sebbene Anassimene attribuisse qualità divine all'aria, vedendola come la forza animatrice del cosmo, era principalmente un filosofo naturale alla ricerca di una spiegazione fisica dell'universo. Il suo concetto di divinità era intrecciato con il mondo naturale piuttosto che separato da esso, in linea con le prime tradizioni filosofiche greche.